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Lo Zen e l’arte di manutenere il codice

Lo Zen e l’arte di manutenere il codice

C’è un momento preciso, nella vita di chi sviluppa software, in cui capisci che la moto non parte. Non è una metafora elegante. È proprio quella sensazione lì: premi il bottone, guardi i log, rilanci la pipeline, riavvii il servizio. Niente. Silenzio. O peggio: parte, ma fa un rumore strano. Un errore 500 che compare solo il venerdì alle 18:47. Un job notturno che “ogni tanto” si blocca. Una...

La produttività apparente: come l’AI sta creando debito cognitivo

La produttività apparente: come l’AI sta creando debito cognitivo

L’intelligenza artificiale sta aumentando la velocità con cui produciamo codice, ma non la nostra capacità di comprenderlo. Tra illusioni di produttività, crescita entropica della complessità e nuovi colli di bottiglia organizzativi, l’AI non sta sostituendo gli sviluppatori: sta spostando il valore dalla scrittura alla comprensione.

La metafisica della lana caprina

La metafisica della lana caprina

C’è un momento, in ogni progetto, in cui smetti di analizzare per capire e inizi ad analizzare per esistere. All’inizio è tutto sano. C’è un obiettivo, c’è una deadline, c’è un problema concreto da risolvere. Si fanno domande intelligenti: chi lo usa? perché? cosa succede se fallisce? quali sono i vincoli? L’analisi è una torcia, illumina il sentiero e ti evita di finire in un burrone...

La caffettiera del masochista… ma con le API

La caffettiera del masochista… ma con le API

C’è un libro che ogni tanto riemerge nelle discussioni tra designer con lo sguardo ispirato e la tazza di caffè monorigine in mano: La caffettiera del masochista di Donald Norman.

False convinzioni dei programmatori sui nomi di persona

False convinzioni dei programmatori sui nomi di persona

John Graham-Cumming ha scritto oggi un articolo in cui lamentava il fatto che il sistema informatico con cui stava lavorando descriveva il suo cognome come contenente caratteri non validi. Ovviamente non è così, perché qualsiasi nome che una persona dichiara di avere è, per definizione, un identificativo appropriato per quella persona. John era comprensibilmente irritato da questa situazione, e...

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